Cloud, smartphone, IoT: ecco dove colpiranno malware e ransomware nel 2018

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Articolo del 1515139901
Autore: Stefano Fossati
Categoria: sicurezza





Infrastrutture critiche – Era stato evidenziato già un anno fa: quasi tutte le infrastrutture sono state progettate e costruite prima dell’avvento della minaccia di attacchi informatici e, per questo motivo, anche i più semplici principi di sicurezza informatica non sono stati presi in considerazione all’interno dei progetti. Indipendentemente dal fatto che l’obiettivo coinvolga reti telefoniche/mobile, reti elettriche, centrali elettriche o impianti di trattamento delle acque, fortunatamente non è ancora stato registrato un attacco su vasta scala e di successo su infrastrutture critiche che impattano su milioni di persone. L’attacco DDoS contro il servizio di domain directory di DynDNS nel 2016, che ha causato un’interruzione di Internet e che ha colpito utenti di grandi aziende del web come Netflix e Amazon, offre comunque un’idea di ciò che è possibile fare con un attacco informatico a un’infrastruttura critica. Secondo gli esperti, è certo che un attacco di questo tipo e su questa scala avverrà, e non sarebbe sorprendente vederlo accadere nei prossimi 12 mesi.


Internet delle cose (insicure) – Sono sempre più numerosi i dispositivi smart che vengono integrati nel tessuto delle reti aziendali: questo significa che le organizzazioni dovranno iniziare ad adottare migliori pratiche di sicurezza per le proprie reti e i dispositivi stessi, pratiche che potrebbero persino essere imposte da normative internazionali. Il potenziale “territorio di attacco” si espande infatti con la crescita dell’utilizzo dei dispositivi IoT e gli attacchi ai dispositivi IoT compromessi continueranno a crescere. Secondo Check Point, nel 2018 vedremo nuove varianti degli attacchi Mirai e BlueBorne.

Come difendersi – Il rapporto di Check Point sulle cyberminacce del 2018 sottolinea che, “per ogni opportunità di business creata dal nostro mondo iperconnesso, quella stessa iperconnettività crea opportunità per i cybercriminali. Ogni ambiente è un potenziale obiettivo: reti aziendali, cloud, dispositivi mobile e IoT. La difesa di queste reti richiede proattività ovvero bloccare preventivamente le minacce prima che possano infettare e danneggiare. Utilizzando l’intelligence delle minacce per potenziare le misure di sicurezza unificate e consolidate, le aziende possono automaticamente proteggere, da nuovi ed emergenti tipi di attacco, tutti gli ambienti. La proattività unita all’innovazione segna la strada per vincere la corsa agli armamenti della sicurezza informatica”.



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